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Nel 1984 il matematico Dr.
Frederick Cohen introdusse il termine di virus informatico.
La definizione, rivista poi da Peter Szor nel proprio libro
"The art of computer virus research and defense", è la
seguente:
"Un virus
informatico è un programma che ricorsivamente ed
esplicitamente copia una versione possibilmente evoluta di
sé stesso".
Dunque, un
virus informatico è semplicemente un programma, come lo è
MSN messenger, come lo è Mozilla Firefox o Internet
Explorer.

Un virus
informatico non è altro che un'insieme di righe di codice
scritte in un linguaggio di programmazione, che può variare
dal semplice BATCH (files .BAT) al Visual Basic o Delphi o
C/C++, senza escludere tutti gli altri linguaggi di
programmazione, per esempio PERL, Java, Python, PHP e tanti
altri Ma che cosa differenzia un virus da tutti gli altri
programmi? Diamo ora una spiegazione della definizione di
virus informatico.
Vengono
utilizzati i termini "ricorsivamente" ed "esplicitamente":
certamente un virus non può limitarsi ad una copia di sé
stesso in un altro file ma deve potersi diffondere
ciclicamente senza mai fermarsi. Inoltre l'uso del termine
"esplicitamente" serve a chiarire un concetto: un virus deve
avere come intenzione esplicita quella di copiarsi in altri
file o di diffondersi. Il suo scopo è quello di diffondersi
e deve essere chiaro.
Se un vostro
software tentasse un aggiornamento da Internet e per
installare la nuova versione fosse richiesto di
sovrascrivere il file eseguibile, questo potrebbe essere
scambiato per il comportamento di un virus - sovrascrivere o
modificare il codice di un programma. Eppure non lo è.
Semplicemente
il programma non ha come scopo esplicito quello di
sovrascrivere tutti i files eseguibili, ma esclusivamente di
aggiornare il proprio ad una versione più attuale.
Questo è il
primo punto fondamentale per poter etichettare un software
come "virus".
Un virus non
necessariamente deve copiare lo stesso suo codice di
partenza in altri files, ma spesso alcuni virus polimorfici
tendono a modificare il proprio codice in modo da avere
forme differenti ma funzionalità simili. In questo paragrafo
abbiamo quindi capito di cosa parliamo quando nominiamo un
virus informatico, evitando così di chiedere a qualcuno che
ce lo nomina se si tratti di un nuovo cibo vegetariano o una
nuova invenzione delle case farmaceutiche ;)
Classificazione dei virus
informatici
Vediamo ora
quali sono le categorie principali in cui sono stati divisi
durante questi anni i virus informatici:
VIRUS:
abbiamo già espresso precedentemente la definizione di
virus.
WORM:
un worm è un particolare tipo di virus che non utilizza
altri file da infettare per diffondersi, bensì utilizza la
rete. Possono autoeseguirsi in alcuni casi, anche se spesso
hanno bisogno dell'intervento dell'utente per poter iniziare
il ciclo di infezione.
TROJAN:
trattasi di un particolare tipo di malicious software
(malware) che poco rispecchia la definizione di
virus. Un trojan è un programma che, nascosto sotto le
mentite spoglie di un software utile all'utente (un gioco
per esempio o un crack), cela in realtà funzionalità che
minano alla base la sicurezza del pc, eseguendo procedure
all'insaputa degli utenti.
BACKDOOR: simile al trojan,
nascondendosi a volte sotto mentite spoglie, permette, una
volta eseguito nel sistema ospite, l'accesso da remoto da
parte di un utente al pc infettato.
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Al giorno d'oggi le maggiori minacce sono costituite dai
worm, sebbene alcuni virus che utilizzano vecchie tecniche
di infezione siano ancora diffusi. Di tecniche vecchio stile
utilizzate dai virus per infettare i files ne esistono
parecchie ma è inutile spiegarle tutte, visto che molte per
i motivi più svariati non vengono più utilizzate. Alcuni
virus tutt'ora in circolazione, quali il famoso Tenga.A o il
più vecchio Parite.B sono virus del tipo file-infectors, o "infetattori"
di files. Cosa significa "infettatori" di files?
Un file eseguibile tipico è
composto all'interno da varie sezioni: un header - una sorta
di presentazione del file - e le varie sezioni che
contengono il codice eseguibile del programma. Un esempio di
file infector può essere il vecchio virus Vienna: il virus
inserisce subito dopo l'ultima sezione del file da colpire
il proprio codice e modifica l'intestazione del file in modo
da far eseguire il codice del virus prima e il programma
subito dopo. Ecco che il file è stato dunque infettato.

Esistono numerose tecniche
utilizzate dai virus per infettare i files, ma per rendere
l'idea il concetto esposto in questo paragrafo è più che
sufficiente. Parliamo ora del pericolo dei worm. Abbiamo già
definito nei paragrafi precedenti un worm, vediamo ora quali
sono i metodi e i veicoli più diffusi di infezione.
Come abbiamo detto, Internet
entra ormai nelle case di chiunque e, alzi la mano chi non
ha almeno una casella e-mail per ricevere la posta
elettronica. Ecco dunque il mezzo più veloce per raggiungere
il maggior numero di persone nel minor tempo possibile.
I cosiddetti mass-mailer
worms sono infatti worms che utilizzano le e-mail per
diffondersi, attaccando il proprio codice infetto in forma
di file allegato alla posta elettronica. Questo tipo di worm
solitamente necessita dell'intervento dell'utente per
iniziare il proprio ciclo di infezione, cioè aspetta che
l'utente inavvertitamente lanci il file eseguibile trovato
nell'e-mail.
Una volta infettato il
sistema comincia a collezionare le e-mail presenti
all'interno del pc e ad autoinviarsi a tutti i contatti
trovati. I worm di questo tipo sono solitamente facili da
individuare e da rimuovere: non fanno altro che copiare il
codice infetto all'interno della directory di sistema di
Windows e aggiungere una chiave al registro per
autoeseguirsi all'avvio. Rimosse queste due modifiche
abbiamo quasi sicuramente fermato il worm.
Vi è da dire che anche
l'individuazione di worm nelle e-mail è spesso facile, basta
utilizzare un po' di testa e prestare attenzione ad alcuni
particolari tra i quali:
- e-mail scritta in una
lingua diversa dal solito (inglese, francese, tedesco...),
anche se il mittente dovrebbe essere conosciuto;
- presenza di un allegato
con un nome strano o comunque dalle dimensioni non superiori
ai 90/100KB;
- il file allegato è
compresso o ha una doppia estensione o, nel nome, ha una
lunga serie di spazi che separano il nome del file
dall'estensione;
- l'estensione del file
(una volta decompresso se veramente compresso) varia da .exe
a .com, a .scr, a .vbs, .pif.
Se uno o più di questi
particolari è presente nell'e-mail che avete ricevuto, molto
probabilmente si tratta di un worm. Se riuscite ad afferrare
questi piccoli ma allo stesso importanti particolari avrete
già ridotto in modo drastico il rischio di minacce al vostro
pc.
Esiste poi un'altra categoria
di worm, quelli che sfruttano dei bug di sistema per poter
automaticamente diffondersi tra i computer senza intervento
alcuno da parte dell'utente. Tra questi worm possiamo citare
appunto Blaster e Sasser, ma anche CodeRed, Slammer e il
fratello Slapper (il primo worm della storia), il worm di
Morris jr e tanti altri.

Per questi worm l'unico
rimedio è quello di tenere costantemente aggiornato il
proprio sistema operativo e tutti i software installati sul
pc. É chiaro che con un firewall molti attacchi di worm che
sfruttano exploit per buchi nel sistema possono essere
evitati a priori, visto che il tentativo viene filtrato dal
firewall prima che arrivi a contatto con il sistema
operativo.
Ecco spiegato perché il
firewall, per questo e tanti altri motivi, risulta essere
una componente fondamentale per la sicurezza del proprio pc.
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Dopo aver presentato i pericoli derivanti dai worm, vogliamo
ora prendere in esame quali strumenti abbiamo per poterci
difendere dalle insidie di Internet. Come tutti sapranno, lo
strumento è un particolare software chiamato in gergo
antivirus.
Un antivirus
non è nient'altro che un programma specificatamente studiato
per prevenire, individuare e rimuovere i virus dal proprio
pc. Vedremo nei paragrafi successivi in modo più
approfondito come un antivirus riesca a individuare i
malware. Facciamo ora un breve riepilogo storico sulla
nascita dei software antivirus.
Quando negli
anni 80 iniziano a nascere i virus informatici, i più
curiosi esperti e "smanettoni" non rimasero a guardare e un
paio di anni dopo la comparsa di Brain, nel 1988 compaiono i
primi tool di rimozione del virus.
Nello stesso
anno a risposta per l'attacco del worm di Morris, venne
fondato il CERT/CC - Computer Emergency Response Team/Coordination
Center - una sorta di associazione che fornisce assistenza
in caso di emergenze o epidemie. Negli anni a seguire
vengono rilasciati i primi software antivirus, tra i quali
Dr.Solomon Antivirus.
Nel 1989
viene rilasciata la prima edizione del Virus Bulletin, la
rivista ad oggi più rinomata nel campo dei virus
informatici, mentre nell'anno successivo, il 1990, viene
fondato l'EICAR - European Institute for Computer Antivirus
Research, cui consegue nel 1993 la pubblicazione della prima
Wild List, cioè la lista dei virus più diffusi nel mondo.
Da quel
momento ad oggi di passi avanti molti ne sono stati fatti e
abbiamo tutt'ora a disposizione numerosi software antivirus
capaci di difenderci, bene o male, dalla maggior parte dei
pericoli del web.
Norton,
Kaspersky, McAfee, PCCillin, Nod32, F-Secure...di nomi ce ne
sono tanti e di pareri sull'efficienza altrettanti, ma
spesso si ignora come veramente i software antivirus
funzionino e perché ci sia bisogno di aggiornarli spesso, o
addirittura si ignora il perché abbiano bisogno di
aggiornarsi.
Scomponiamo
dunque un software antivirus. Le parti fondamentali sono
sostanzialmente due, il modulo di scansione on-access e il
modulo di scansione on-demand. Il primo è il modulo che
controlla in tempo reale cosa avviene sul pc, il secondo
invece è il modulo che si occupa della scansione manuale del
sistema, solo quando l'utente richiede una scansione.
Per i meno
informati vogliamo quindi suggerire di controllare sempre
che il controllo on-access, o controllo in real time sia
attivo e funzionante, altrimenti il pc rischia di poter
rimanere infettato anche se siete sicuri di aver installato
un software antivirus.
Per
controllarne l'effettiva attività è possibile navigare nel
sito www.eicar.org e scaricare il file di prova EICAR.COM.
Se il vostro antivirus lancerà un allarme non preoccupatevi,
è tutto ok: non è infatti un vero virus, ma solo un file di
prova che i software antivirus riconoscono come virus. Ciò
vi servirà per verificare le funzionalità e l'efficienza di
individuazione del vostro antivirus.
Per la
scansione on-demand due sono gli argomenti principali: la
scansione per mezzo di firme digitali e per mezzo di
tecnologia euristica. Nel prossimo paragrafo affronteremo
dunque questi argomenti.
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